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Aquila
28/07/2010
[Il present e' il testo originale - per la tradutione
in inglese, cicca
qui]
Il present document mi e` stato inviato
dal Centro Missionario in Reggio Emilia, 28/07/2010.
Vi giriamo un messaggio che ci è
arrivato sulla situazione all'Aquila.
Ieri mi ha
telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.
Mi dice che
risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come
mai.
Le dico che dal 4
aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto
ritorno.
Causa terremoto.
Il decoder Sky
giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e
mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa,
mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare
la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa.
Ne è rimasta
affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal
Duomo verso la basilica di Collemaggio.
E mi sale il
groppo alla gola.
Le dico che
abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce
di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.
Le racconto del
centro militarizzato.
Le racconto che
non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci
vanno indisturbati.
Le racconto dei
palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per
ricostruire.
E che non ci sono
neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che,
dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non
lavoriamo.
Le racconto che
pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno
regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non
ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000
euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo
torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate
dal 6 aprile.
Che lo stato non
versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila,
neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a
pagare un affitto.
Che i prezzi
degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago, in
un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento
in via Giulia, a Roma.
La sento
respirare pesantemente.
Le parlo dei
nuovi quar tieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la
vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima.
Senza neanche un
giornalaio. O un bar.
Le racconto degli
anziani che sono stati sradicati dalla loro terra.
Lontani
chilometri e chilometri.
Le racconto dei
professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori
in netto calo. Le racconto di una città che muore.
E lei mi
risponde, con la voce che le trema.
"Non è possibile
che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così.
Chiamate i
giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono
scriverlo."
Loro non
scrivono, voi fate girare.
Per la traduzione in inglese,
cicca qui>>>
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